Gobbi Mag

Vocabolario dell’alta orologeria
Laura Canepa Blaser

L’alta orologeria? Un ensemble di storia, tradizioni, creatività ed innovazioni che, come ogni universo della nostra cultura, possiede un proprio vocabolario specifico. Un dizionario dettagliato e immenso quanto l’eccellenza che vede le tecniche della Meccanica del Tempo entrare in simbiosi con le arti applicate. Non basterebbe un romanzo per raccontare in maniera approfondita quanta vita è custodita in un orologio, a partire dall’epoca in cui, nel XIII secolo, furono realizzati i primi modelli con pesi, ingranaggi e foliot. 

Oggi più che mai l’orologio è un oggetto del desiderio. Ma cosa richiede il cliente a questo compagno di vita che promette di essere per sempre?

Non solo precisione ed affidabilità nella misurazione delle unità di tempo (e di altri fenomeni naturali grazie all’introduzione delle complicazioni). Quando riflettiamo sull’acquisto di un orologio, desideriamo indossare anche un oggetto dal design particolare che ci permetta di partecipare all’heritage di un marchio che l’ha ideato, progettato e, meglio ancora, realizzato in house, cioè tra le pareti della propria Manifattura.

Ecco allora che la prima emozione viene trasmesse dall’Habillage. Il termine raggruppa tutte le componenti esterne che custodiscono il calibro cioè il meccanismo (meccanico manuale o automatico). In casa Patek Philippe regolarmente sono in produzione circa quaranta calibri differenti creati per segnatempo da polso. 

Cassa, vetro, lunetta, corona, quadrante, lancette, anse, fondello, bracciale e fibbia. Sono queste le keywords dell’Habillage, ognuna con un ruolo importantissimo per il buon funzionamento del nostro orologio. La caratteristica di ogni componente è infatti fondamentale non solo dal punto di vista estetico, ma soprattutto in virtù della protezione del movimento da polvere, umidità e urti, tutti quei fattori che potrebbero minare l’affidabilità e la precisione del nostro oggetto prezioso.

Oggi il vetro è in zaffiro sintetico: un materiale che possiede il grado 9 sulla scala di Mohs cioè una durezza elevata, inferiore solo al diamante. Le sue proprietà antiriflesso e la forma incurvata permettono una leggibilità perfetta del quadrante che rappresenta il volto dell’orologio e solitamente rispetta lo stile individuale di ogni marca.

Colori, materiali (il 90% in ottone, oro, alluminio, carbonio o pietra preziosa), finiture (spazzolato, laccato, galvanizzato, smalto, guilloché, inciso) indicazioni (indici e numeri), dimensioni e design (scheletrato, traforato), tutti insieme concorrono a disegnare la personalità del quadrante come piccola opera d’arte. 

Ad abbracciarlo la cassa che nel corso del XX secolo, con l’ascesa dell’alta orologeria, ha intrapreso numerose evoluzioni di stile, secondo le influenze dell’arte, dell’architettura e del design. La cassa più comune è sicuramente quella rotonda, iscritta in un cerchio perfetto, ma ogni cliente può trovare la propria geometria preferita in ogni sua diversa declinazione: quella tonneau, quadrata, ovale, coussin. E siccome si parla di orologi da polso, la cui popolarità supera quella degli orologi da taschino ormai dagli anni ’30, il cinturino/bracciale rappresenta un’ ulteriore chiave di lettura per scegliere il segnatempo perfetto per ognuno di noi. Comfort, design, resistenza, prestigio, sono solo alcune delle qualità che il cinturino deve possedere per essere perfettamente in linea con il nostro stile di vita e le nostre abitudini. Per tenere saldamente al polso, il complice perfetto dei nostri istanti più preziosi.